Economia e transizione energetica. Due temi che dovrebbero andare di pari passo, ma che invece rischiano di intralciarsi sul nodo dei costi. È la questione sollevata da Filippo Caleri, firma della pagina economica de Il Tempo.
Dal punto di vista della transizione, quanto conta l'aspetto economico in Italia?
Sicuramente stiamo pagando un prezzo molto elevato, perché la transizione energetica e ambientale è importante, tutti siamo a favore dell'ambiente, di un ambiente più pulito per noi e i nostri figli, però il costo sociale ed economico è molto elevato perché va su un sistema che non è riuscito ad adeguarsi in tempo alle norme restrittive e stringenti che arrivano dall'Europa.
L'attuale situazione dei prezzi del carburante potrebbe spingere verso una transizione più rapida verso l'elettrico?
Sicuramente è una spinta. Il carburante così elevato spinge i consumatori, comunque, a fare delle valutazioni, ma si confrontano sempre con dei modelli molto cari rispetto alla media di mercato. E la cosa importante è che i decisori politici dovrebbero in qualche modo spingere anche la neutralità tecnologica, ovvero utilizzare altri carburanti e altri elementi per la trazione. Penso, per esempio, ai biocarburanti, che sono un'alternativa sia industriale che economica per il nostro paese, un settore nel quale l'Italia è comunque molto all'avanguardia.
