Green jobs: cresce la domanda, ma servono competenze
La transizione ecologica sta spingendo una forte e crescente richiesta di green jobs, ovvero di lavoratori con competenze utili negli ambiti legati alla mitigazione climatica e alla necessaria decarbonizzazione dei settori produttivi. Sebbene i “lavori verdi” siano già una realtà consolidata, in futuro la loro importanza sarà ancora maggiore. Tuttavia, come confermato da diverse analisi e studi, si sta registrando un notevole divario tra domanda e offerta di competenze specifiche.
La domanda crescente di lavori verdi
Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum (WEF), quasi la metà dei datori di lavoro (47%) considera l’intensificazione degli investimenti per la riduzione delle emissioni di carbonio un fattore chiave per la trasformazione aziendale. La mitigazione dei cambiamenti climatici è la terza tendenza più trasformativa in assoluto a livello globale, mentre l’adattamento si colloca al sesto posto (41%).
Queste priorità hanno permesso ai lavori verdi di dimostrare una notevole resilienza, mantenendo tassi di assunzione stabili anche durante la pandemia. L’indagine del WEF prevede una crescita netta del 7% dell’occupazione totale, pari a 78 milioni di nuovi posti di lavoro, molti dei quali avranno a che fare con intenti green.
Il quadro attuale: i lavoratori green nel mondo e in Italia
Oggi, milioni di persone sono già impiegate in lavori verdi. Secondo un’indagine congiunta di C40 e Circle Economy, quasi 16 milioni di posti di lavoro supportano già la transizione verso la green economy in 74 megalopoli globali, rappresentando circa il 10% dell’occupazione totale in queste aree urbane. I settori con la maggiore espansione sono l’energia, i trasporti, le costruzioni e l’economia circolare.
Anche in Italia il dato è significativo: il rapporto GreenItaly 2024 della fondazione Symbola riporta che le figure professionali legate alla green economy sono 3,1 milioni (per la precisione 3.163.400), pari al 13,4% degli occupati totali nel Paese.
Il grande ostacolo: lo skill gap
Nonostante la forte richiesta, le competenze necessarie scarseggiano. Il gap di competenze è considerato il principale ostacolo alla trasformazione aziendale dal 63% dei datori di lavoro intervistati dal WEF per il periodo 2025-2030. Un dato che trova conferma in uno studio di Manpower: il 94% delle aziende a livello globale riconosce di non avere i professionisti necessari per raggiungere i propri obiettivi ESG, e il 75% afferma di avere difficoltà a trovare talenti con le competenze cercate.
Tra i principali ostacoli citati dalle aziende vi sono il reperimento di candidati qualificati (44%), la creazione di programmi di riqualificazione efficaci (39%) e l’identificazione di competenze trasferibili (36%).
Cosa sono e quali sono i green jobs più ricercati?
Secondo l’International Labor Organizations (ILO), i green jobs sono “lavori dignitosi che contribuiscono a preservare o ripristinare l’ambiente”, sia nei settori tradizionali come la manifattura e l’edilizia, sia in quelli emergenti come le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Questi lavori aiutano a migliorare l’efficienza delle risorse, a limitare le emissioni e a proteggere gli ecosistemi.
In Italia, le figure professionali legate alla transizione ecologica sono state richieste in oltre 2,4 milioni di contratti nel quinquennio 2024-2028. Tra le posizioni più ricercate in settori chiave come l’efficientamento energetico e il fotovoltaico troviamo tecnici manutentori, ingegneri civili e progettisti di impianti. Nel comparto automotive, con l’espansione dei veicoli elettrici, sono molto richiesti tecnici specializzati nell’assemblaggio e nel controllo qualità, oltre agli ingegneri di prodotto.