Il settore aereo continua a volare senza un’adeguata strategia politica e fiscale per contenerne gli impatti. Un’analisi di Transport & Environment mostra come la crescita delle emissioni metta a rischio gli obiettivi climatici dell’UE.
Il settore aereo (ancora) esente dal pagare per le sue emissioni
Nonostante sia uno dei modi di trasporto più inquinanti per passeggero, il settore dell’aviazione continua a operare senza un’adeguata strategia politica e fiscale per contenerne gli impatti ambientali. Il quadro emerge da un’analisi di Transport & Environment, che evidenzia come il comparto sia tornato ai livelli pre-COVID senza che gli impegni di sostenibilità promessi durante la pandemia si siano tradotti in azioni concrete.
Ritorno al traffico pre-COVID e inquinamento
Nel 2023, sono stati registrati 8,4 milioni di voli in partenza in Europa, un dato che segna il ritorno al 96% dei livelli pre-pandemici. Questo ha portato a emissioni pari a 187,6 Mt di CO₂, quasi il 98% delle emissioni registrate nel 2019. L’incremento è trainato dai voli intraeuropei, e solo dieci compagnie aeree, tra cui Ryanair, Lufthansa e British Airways, sono responsabili del 40% di tutte le emissioni europee del settore. Questa crescita rischia di essere del tutto incompatibile con gli obiettivi climatici dell’Unione Europea.
Un settore fiscalmente privilegiato
Le attuali esenzioni fiscali di cui gode il settore aereo lo rendono fiscalmente privilegiato rispetto ad altri modi di trasporto. Le compagnie aeree non pagano alcuna accisa sul carburante jet, non è prevista l’applicazione dell’IVA sui biglietti e solo una parte delle emissioni è coperta dal sistema di scambio di quote ETS. Senza misure aggiuntive per gestire la domanda e internalizzare i costi ambientali, lo sviluppo del settore aereo annullerà qualsiasi beneficio derivante dall’adozione di combustibili sostenibili (SAF) o da un miglioramento dell’efficienza degli aeromobili.
L’Italia al quinto posto per emissioni aeree
Anche l’Italia si trova di fronte a una sfida rilevante. Nel 2024, le emissioni dei voli in partenza dagli aeroporti italiani sono cresciute in modo significativo, posizionando il Paese al 5° posto tra i Paesi europei per emissioni da trasporto aereo. Preceduta solo da Germania, Regno Unito, Francia e Spagna, l’Italia registra uno dei ritmi di crescita più alti del continente, trainato in particolare dai voli internazionali e low-cost. Questo dato rende ancora più urgente l’adozione di politiche nazionali mirate a una transizione sostenibile del settore.