Secondo uno studio di ECCO e Transport and Environment, senza un piano per la mobilità elettrica, il settore auto italiano rischia un calo della produzione del 56-58% e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro entro il 2030.
Auto italiana: in assenza di politiche, la produzione si dimezzerà entro il 2030
Secondo un nuovo studio commissionato dal think tank ECCO e da Transport and Environment (T&E), l’industria automobilistica italiana rischia un crollo senza precedenti. Senza un piano chiaro di politiche industriali mirate alla mobilità elettrica, entro il 2030 il valore della produzione del comparto potrebbe subire un calo drastico del 56-58%, con una perdita stimata fino a 7,49 miliardi di dollari. Lo studio, condotto da un gruppo di economisti della Scuola Superiore S. Anna e del Centro Ricerche Enrico Fermi, quantifica il “costo dell’inazione” e traccia la strada per un rilancio del settore.
I numeri della crisi: impatti economici e occupazionali
La ricerca analizza diversi scenari di intervento statale. Nello scenario più prudenziale, che ipotizza un intervento minimo dello stato per la cassa integrazione, le conseguenze sarebbero comunque pesanti:
- Perdita di valore della produzione di 7,24 miliardi di dollari.
- Oltre 66 mila posti di lavoro in meno, di cui il 37% diretti e il 63% nell’indotto.
- Un costo per le finanze pubbliche di 510 milioni di dollari per la cassa integrazione.
Nello scenario peggiore, il calo della produzione e del consumo di auto arriverebbe al 58%. Le perdite di posti di lavoro salirebbero a 30 mila diretti e oltre 64 mila indiretti, con un aggravio per le finanze pubbliche che supererebbe i 2 miliardi di dollari.
Le soluzioni per il rilancio: un piano industriale mirato
Per invertire la rotta, lo studio suggerisce un piano di politiche industriali coerente con gli obiettivi climatici. Dal lato della domanda, si propone di sperimentare il social leasing e di accelerare l’elettrificazione delle flotte aziendali con meccanismi come l’Ecoscore. Dal lato della produzione, si ritiene fondamentale sostenere la filiera con incentivi fiscali, premiando lo sviluppo e la produzione di veicoli elettrici e componenti “Made in Italy”.
Le voci dei protagonisti
Andrea Boraschi, Direttore di Transport and Environment Italia, sottolinea che “la crisi dell’industria dell’auto in Italia ha radici lontane e parte da molto prima dell’avvento dell’auto elettrica. Resistere alla transizione è una strategia perdente”.
Massimiliano Bienati, Responsabile delle politiche dei Trasporti di ECCO, aggiunge: “Le conseguenze dei ritardi sono evidenti già oggi. Il dibattito pubblico dovrebbe uscire dal paradigma della neutralità tecnologica e sviluppare un piano industriale di rilancio fondato sull’innovazione e la ricerca verso l’elettrico, che deve diventare una priorità nazionale.”