{"id":92782,"date":"2026-09-25T07:01:44","date_gmt":"2026-09-25T07:01:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rom-e.it\/?p=92782"},"modified":"2026-09-25T07:01:44","modified_gmt":"2026-09-25T07:01:44","slug":"auto-e-lavoro-per-6-italiani-su-10-la-mobilita-e-decisiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rom-e.it\/?p=92782","title":{"rendered":"Auto e lavoro, per 6 italiani su 10 la mobilit\u00e0 \u00e8 decisiva"},"content":{"rendered":"<p>La&nbsp;<strong>mobilit&agrave; casa-lavoro<\/strong>&nbsp;sta diventando un criterio sempre pi&ugrave; importante nella scelta dell&#39;azienda per cui lavorare. E, nonostante la crescita di formule multimodali, trasporto pubblico ed elettrificazione,&nbsp;<strong>l&#39;auto continua a essere centrale per 6 persone su 10<\/strong>, indipendentemente dall&#39;et&agrave;.<\/p>\n<p>&Egrave; quanto emerge dalla nuova indagine di Arval Mobility Observatory, realizzata su 819 dipendenti del Gruppo BNP Paribas in Italia e presentata a Milano durante l&#39;Arval Mobility Forum, in occasione della European Mobility Week.<\/p>\n<p>Il dato pi&ugrave; significativo riguarda proprio il peso assunto dagli spostamenti quotidiani:&nbsp;<strong>per il 60% degli intervistati la mobilit&agrave; &egrave; fondamentale nella scelta di un posto di lavoro<\/strong>, mentre per il 90% rappresenta comunque una delle variabili prese in considerazione.<\/p>\n<h2>Quanto tempo perdiamo per andare al lavoro<\/h2>\n<p>Dietro questi numeri c&#39;&egrave; soprattutto il fattore tempo. In pi&ugrave; di un terzo dei casi, infatti, gli intervistati impiegano&nbsp;<strong>oltre un&#39;ora per completare il tragitto casa-lavoro e ritorno<\/strong>. Soltanto il 40% riesce a rimanere sotto i 45 minuti.<\/p>\n<p>La mobilit&agrave; diventa cos&igrave; una vera estensione della giornata lavorativa. Non sorprende, quindi, che nella scelta di come spostarsi gli intervistati mettano al primo posto&nbsp;<strong>comodit&agrave; e flessibilit&agrave;<\/strong>, considerate pi&ugrave; importanti persino del risparmio economico.<\/p>\n<p>&Egrave; un aspetto sul quale anche le aziende sono chiamate a riflettere. Il tragitto quotidiano non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerato esclusivamente un problema privato del dipendente: tempi e qualit&agrave; degli spostamenti finiscono inevitabilmente per incidere sull&#39;equilibrio tra vita e lavoro.<\/p>\n<p><em>Continua a leggere per scoprire quanto &egrave; ancora centrale l&#39;uso dell&#39;auto<\/em><\/p>\n<div style=\"page-break-after: always\"><span style=\"display: none;\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<h2>L&#39;auto resta il mezzo centrale<\/h2>\n<p>Il dato ridimensiona anche l&#39;idea secondo cui l&#39;automobile stia rapidamente perdendo importanza negli spostamenti quotidiani. Secondo l&#39;indagine,&nbsp;<strong>l&#39;auto personale o aziendale rimane centrale per il 60% del campione<\/strong>, senza differenze sostanziali legate all&#39;et&agrave;.<\/p>\n<p>Parallelamente si sta per&ograve; facendo spazio un modello pi&ugrave; articolato.&nbsp;<strong>Un intervistato su quattro utilizza gi&agrave; pi&ugrave; modalit&agrave; di trasporto<\/strong>, combinando per esempio automobile e treno oppure auto e trasporto pubblico.<\/p>\n<h2>Non &egrave; l&#39;abitudine a frenare il cambiamento<\/h2>\n<p>Un altro risultato interessante riguarda le ragioni che impediscono di adottare modalit&agrave; di trasporto differenti. Solo l&#39;11% indica come ostacolo le proprie abitudini.<\/p>\n<p>Il problema principale &egrave; molto pi&ugrave; concreto: per il&nbsp;<strong>27% degli intervistati mancano infrastrutture adeguate<\/strong>, dalle piste ciclabili ai parcheggi per biciclette e monopattini fino alle colonnine di ricarica.<\/p>\n<p>Per un altro 20% pesano invece la distanza tra abitazione e luogo di lavoro oppure le caratteristiche del territorio, che possono rendere poco praticabili gli spostamenti a piedi, in bicicletta o attraverso veicoli elettrici.<\/p>\n<p><em>Continua a leggere per scoprire quale sar&agrave; il futuro dell&#39;auto elettrica<\/em><\/p>\n<div style=\"page-break-after: always\"><span style=\"display: none;\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<h2>Tra cinque anni l&#39;auto elettrica potrebbe guadagnare terreno<\/h2>\n<p>Guardando ai prossimi cinque anni, circa met&agrave; degli intervistati pensa di continuare a spostarsi come oggi.&nbsp;<strong>Una persona su quattro vorrebbe invece cambiare le proprie abitudini di mobilit&agrave;<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le alternative considerate compare il veicolo elettrico, soprattutto nella fascia compresa tra 30 e 54 anni. I pi&ugrave; giovani, fino ai 30 anni, guardano maggiormente all&#39;utilizzo dei mezzi pubblici oppure agli spostamenti a piedi e in bicicletta.<\/p>\n<p>&laquo;Con questa indagine, &egrave; emerso che la mobilit&agrave; non &egrave; pi&ugrave; solo una voce gestionale o di costo per le aziende, ma rappresenta un&#39;importante leva di attrazione e mantenimento dei talenti&raquo;, spiega Alessandro Floria, Direttore Marketing &amp; Comunicazione di Arval Italia.<\/p>\n<p>Secondo Floria, le modalit&agrave; con cui le persone si spostano dipendono anche dal territorio e diventa quindi fondamentale rafforzare il dialogo tra aziende e istituzioni pubbliche.<\/p>\n<h2>La mobilit&agrave; entra nelle strategie delle aziende<\/h2>\n<p>Il punto, dunque, non &egrave; decretare un vincitore tra automobile, trasporto pubblico, bicicletta o altre forme di mobilit&agrave;. I dati suggeriscono piuttosto la necessit&agrave; di&nbsp;<strong>costruire un sistema nel quale pi&ugrave; soluzioni possano convivere<\/strong>, lasciando alle persone la possibilit&agrave; di scegliere quella pi&ugrave; adatta alle proprie esigenze.<\/p>\n<p>&laquo;Per noi &egrave; fondamentale continuare a lavorare per supportare tutti i nostri clienti, aziende, professionisti e privati, offrendo la nostra consulenza strategica e le soluzioni flessibili e integrate che possano rendere la mobilit&agrave; sostenibile accessibile a tutti&raquo;, afferma Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia.<\/p>\n<p>L&#39;indagine, va precisato, non fotografa l&#39;intera popolazione italiana: il campione &egrave; composto da&nbsp;<strong>819 collaboratori del Gruppo BNP Paribas in Italia<\/strong>, intervistati online nel luglio 2026. I dipendenti lavorano in sedi distribuite tra grandi citt&agrave; e centri pi&ugrave; piccoli e, mediamente, grazie allo smart working sono presenti in ufficio due o tre giorni alla settimana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La&nbsp;mobilit&agrave; casa-lavoro&nbsp;sta diventando un criterio sempre pi&ugrave; importante nella scelta dell&#39;azienda per cui lavorare. 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