{"id":91980,"date":"2025-08-07T15:05:26","date_gmt":"2025-08-07T15:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rom-e.it\/?p=91980"},"modified":"2025-09-05T10:04:09","modified_gmt":"2025-09-05T10:04:09","slug":"autobus-a-idrogeno-bologna-e-bolzano-leader-nella-transizione-green-del-tpl-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rom-e.it\/?p=91980","title":{"rendered":"Autobus a Idrogeno: Bologna e Bolzano leader nella transizione green del TPL italiano"},"content":{"rendered":"<p>Emilia-Romagna e Alto Adige sono all&#8217;avanguardia nella mobilit\u00e0 sostenibile con ingenti investimenti in flotte di autobus a idrogeno. Tper a Bologna e Ferrara, e Sasa a Bolzano, stanno implementando centinaia di nuovi mezzi e infrastrutture di rifornimento, trainando il settore del trasporto pubblico locale verso la decarbonizzazione.<\/p>\n<h2>TPL: Bologna e Bolzano apripista nelle flotte di autobus a idrogeno<\/h2>\n<p><b>Roma, 29 luglio 2025<\/b> \u2013 L&#8217;Alto Adige e l&#8217;Emilia-Romagna si posizionano come regioni all&#8217;avanguardia nella transizione energetica del settore del TPL (trasporto pubblico locale), grazie a consistenti investimenti nello sviluppo di flotte di autobus alimentati a idrogeno. Le aziende protagoniste di questo cambiamento sono rispettivamente <b>Sasa<\/b> di Bolzano e <b>Tper<\/b> di Bologna e Ferrara, come riportato in un&#8217;analisi pubblicata lo scorso <b>3 giugno<\/b>.<\/p>\n<h2>Il modello Sasa: un decennio di idrogeno in Alto Adige<\/h2>\n<p>Con quasi 600 dipendenti, 80 linee servite e oltre 15 milioni di chilometri percorsi ogni anno, Sasa \u00e8 il principale operatore di TPL dell&#8217;Alto Adige. Da anni, l&#8217;azienda \u00e8 impegnata in un percorso di decarbonizzazione basato sulla neutralit\u00e0 tecnologica, integrando autobus elettrici a batteria, a idrogeno e a trazione ibrida (idrogeno\/elettrico) per rispondere alle diverse esigenze operative del servizio. Nel 2013, Sasa \u00e8 stata una delle prime aziende italiane a investire nella tecnologia a idrogeno, introducendo cinque autobus H2 grazie al progetto europeo Chic (Clean Hydrogen in European Cities). Da allora, la flotta Sasa, che conta circa 400 mezzi (di cui 40 a zero emissioni), ha progressivamente ampliato il numero di veicoli a idrogeno, che dai 17 attuali saliranno presto a 25.<\/p>\n<p>Sasa prevede inoltre investimenti per circa <b>30 milioni di euro<\/b>, in parte finanziati con fondi del PNRR. Tali investimenti includono l&#8217;ampliamento della stazione di rifornimento a idrogeno gi\u00e0 esistente a Bolzano, la costruzione di una nuova stazione di rifornimento nel deposito di Merano e il progetto &#8220;Hydrogen Valley&#8221;, sviluppato in associazione con Alperia, per la creazione di un sito di produzione di idrogeno a Bolzano Sud.<\/p>\n<h2>Il caso Tper: investimenti e innovazione in Emilia-Romagna<\/h2>\n<p>Anche Tper, la principale azienda di TPL dell&#8217;Emilia-Romagna, prosegue da tempo un percorso di transizione ecologica del proprio parco veicolare. La societ\u00e0, controllata dalla Regione (46,13%) e dal Comune di Bologna (30,11%), ha pianificato investimenti per oltre <b>430 milioni di euro entro il 2030<\/b>, dedicati all&#8217;innovazione e alla mobilit\u00e0 sostenibile. Oltre al rinnovo delle flotte con bus pi\u00f9 confortevoli e green, gli investimenti comprendono lo sviluppo di infrastrutture a supporto della decarbonizzazione e il miglioramento dei sistemi digitali di pagamento e di infomobilit\u00e0.<\/p>\n<p>A partire dal febbraio scorso, con l&#8217;arrivo dei primi bus a idrogeno \u2013 anch&#8217;essi acquistati con fondi del PNRR \u2013 Tper ha ampliato la propria offerta di soluzioni di trasporto ecosostenibile. Entro il 2026, si prevede la circolazione di <b>127 bus a idrogeno a Bologna e 10 a Ferrara<\/b>. Questi mezzi, prodotti dal gruppo Solaris, saranno impiegati anche in altre citt\u00e0 italiane, come Venezia, Modena, Mantova e Pescara. I bus Solaris destinati a Bologna e Ferrara saranno forniti in due diverse configurazioni (tre porte per le linee urbane e due porte per le suburbane), per massimizzare l&#8217;idoneit\u00e0 al servizio.<\/p>\n<p>Dal punto di vista ecologico, il bus a idrogeno garantisce <b>emissioni zero<\/b>. La cella a combustibile, combinando idrogeno e ossigeno atmosferico in presenza di un catalizzatore e senza combustione termica, genera l&#8217;elettricit\u00e0 necessaria per azionare un motore elettrico, producendo unicamente vapore acqueo come emissione. Sul fronte della produzione, Solaris e Iveco Bus si confermano leader di mercato in Italia per la vendita di autobus a zero emissioni, avendo coperto circa un terzo della domanda nazionale nel 2024.<\/p>\n<p>A conferma dell&#8217;impegno di Tper per una mobilit\u00e0 sempre pi\u00f9 ecosostenibile, a dicembre 2024 \u00e8 stata inaugurata a Ferrara la nuova stazione di rifornimento di LNG (metano liquido) e bioLNG per gli autobus.<\/p>\n<h2>Il panorama del TPL italiano e le prospettive dell&#8217;idrogeno<\/h2>\n<p>La sfida della transizione energetica per il settore del TPL \u00e8 particolarmente impegnativa, come dimostrano i numeri. In Italia, gli autobus impiegati per il trasporto pubblico locale sono circa 43mila (19mila per il servizio urbano e 24mila per quello extraurbano). L&#8217;et\u00e0 media della flotta, al 30 giugno 2024, \u00e8 stimata in 10,5 anni (9,5 per l&#8217;urbano e 11,3 per l&#8217;extraurbano). Il diesel rimane la forma di alimentazione predominante, rappresentando l&#8217;84% del parco circolante, mentre il restante 16% \u00e8 suddiviso tra tutte le altre tecnologie, incluso l&#8217;idrogeno.<\/p>\n<p>A fronte di questa situazione, gli obiettivi europei sono ambiziosi: l&#8217;idrogeno dovrebbe rappresentare fino al 45% del mix energetico entro il 2035. La tecnologia legata all&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno per alimentare celle a combustibile, e quindi gli autobus, ha acquisito rilevanza nel nostro Paese grazie anche alle opportunit\u00e0 offerte dal PNRR. L&#8217;investimento di Tper per la fornitura dei 127 bus a idrogeno di Bologna ammonta a <b>74,9 milioni di euro<\/b> (69,9 milioni da fondi PNRR e il resto in autofinanziamento). L&#8217;investimento per i 10 mezzi di Ferrara \u00e8 di 5,9 milioni, di cui 5,5 milioni da fondi PNRR. Inoltre, un decreto governativo ha finanziato la realizzazione delle &#8220;hydrogen valley&#8221; per la produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse, destinato anche al trasporto locale.<\/p>\n<p><b>Andrea Gibelli<\/b>, presidente di Asstra, l&#8217;associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico regionale e locale, ha commentato: &#8220;L&#8217;idrogeno \u00e8 una delle grandi innovazioni per il TPL. Una tecnologia utilizzabile sulle infrastrutture esistenti: non ha emissioni dirette e riduce la dipendenza da forniture estere, in particolare da Paesi extra-Ue. In Italia, anche grazie alle risorse pubbliche disponibili, le aziende di trasporto hanno avviato progetti ambiziosi puntando sull&#8217;autoproduzione di idrogeno e creando un circolo virtuoso capace di garantire autonomia energetica e sostenibilit\u00e0 ambientale. Un esempio concreto in ambito ferroviario \u00e8 Fnm in Lombardia, con il primo progetto italiano di mobilit\u00e0 a idrogeno su scala territoriale e lo sviluppo di una filiera industriale completa.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emilia-Romagna e Alto Adige sono all&#8217;avanguardia nella mobilit\u00e0 sostenibile con ingenti investimenti in flotte di autobus a idrogeno. 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